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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Progetto per un nuovo secolo americano
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Il mwbgProgetto per un nuovo secolo americano o mwbwPNAC (mwcamwcqProject for the New American Century) è un mwcgcentro di ricerca con sede a mwcwWashington. Tra i suoi fondatori spiccano mwdaDick Cheney e mwdqDonald Rumsfeld.

I membri odierni e precedenti includerebbero svariati deputati del mwdwPartito Repubblicano e dell'mweaamministrazione Bush, compresi mweqPaul Wolfowitz, mwegJeb Bush, Richard Perle, Richard Armitage, Lewis Libby, William J. Bennett, Zalmay Khalilzad, mwewMichael Ledeen e Ellen Bork (moglie di mwfaRobert Bork). Gran parte delle idee del PNAC e dei suoi membri sono associati col mwfqmovimento neoconservatore.

Nell'organigramma del PNAC figurano sette membri del personale a tempo pieno, che si aggiungono al suo mwgqconsiglio di amministrazione.

Contents

Storia
Note

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Storia

Iniziò i suoi primi passi nella mwhqprimavera del mwhg1997 in forma di organizzazione mwhwnon profit, con lo scopo di promuovere "La mwialeadership globale mwiqamericana". Il presidente è mwigWilliam Kristol, direttore di "mwiwThe Weekly Standard" nonché firma della TV mwjaFox News. L'iniziativa di costituirlo è partita dal New Citizenship Project, un'organizzazione non-profit finanziata dalla Sarah Scaife Foundation, dalla John M. Olin Foundation e dalla Bradley Foundationcite-ref-1[1]

Il PNAC e i suoi membri hanno insistito a lungo affinché gli Stati Uniti abbandonassero il trattato per la limitazione dei missili anti-balistici (Anti-Ballistic Missile Treaty - mwlg1972), stipulato fra gli USA e l'mwlwUnione Sovietica, da cui gli USA si sono tirati indietro nel mwma2002. Il PNAC propose anche di puntare al controllo dei nuovi "territori internazionali" dello mwmqspazio e del "mwmgcyberspazio" e perorò la creazione di un nuovo servizio militare - Forze Spaziali U.S.A. - con la missione del controllo spaziale. Nel mwmw1998 mwnaDonald Rumsfeld presiedette una commissione bipartitica sul Trattato USA per i missili balistici volta al raggiungimento di questi obiettivi. Alcuni analisti discutono sul fatto che la guerra USA contro l'mwnqIraq, cominciata nel marzo mwng2003 con nome in codice "operazione Iraq libero", non sia altro che il primo passo verso l'attuazione di questi obiettivi.cite-ref-2[2]

Il rapporto Ricostruire le difese dell'America del 2000

Nel settembre mwpg2000, il PNAC pubblicò un rapporto di novanta pagine intitolato mwpwRicostruire le difese dell'America: strategie, forze e risorse per un nuovo secolo, proseguendo "nella convinzione che l'America dovrebbe cercare di preservare ed estendere la sua posizione di leadership globale mantenendo la superiorità delle forze armate USA". Il rapporto è stato argomento di molte discussioni e analisi.

Il gruppo è dell'idea che quando la diplomazia o le sanzioni falliscono, gli Stati Uniti dovrebbero essere preparati ad intraprendere azioni militari. Il PNAC dibatte sul fatto che l'attuale spiegamento di forze da mwqqguerra fredda sia obsoleto e che tale spiegamento deve riflettere i compiti post-guerra fredda che le forze USA sono state chiamate a portare avanti.

Compiti di polizia come il mantenimento della pace nei mwqwBalcani e l'imposizione di zone interdette al volo in Iraq hanno logorato e ridotto la prontezza delle forze USA. Il PNAC raccomanda l'invio di un nuovo dispiegamento di forze USA presso nuove e permanenti basi militari strategicamente collocate. Basi permanenti semplificano gli sforzi delle forze armate, consentendo di mantenersi pronti e di ridurre il movimento delle flotte. Inoltre l'esercito dovrebbe essere ampliato, equipaggiato e addestrato per i ruoli di mwrapeacekeeping che è chiamato a svolgere in modo sempre crescente. Queste forze di polizia globali dovrebbero avere la facoltà di salvaguardare la legge e l'ordine nel mondo in accordo con gli interessi degli Stati Uniti. Il PNAC sostiene anche che il governo degli Stati Uniti dovrebbe avvantaggiarsi della sua superiorità militare ed economica per guadagnare una incontestabile superiorità attraverso tutti i mezzi possibili, comprese le forze militari.

Nel testo in questione, a proposito del processo di trasformazione della difesa e della strategia USA, troviamo una precisazione cruciale, molto dibattuta alla luce dei successivi eventi degli mwrgattentati dell'11 settembre 2001: «Inoltre, il processo di trasformazione, anche se porterà un cambiamento rivoluzionario, risulterà molto lungo, se non si dovesse verificare un evento catastrofico e catalizzante, come una nuova mwrwPearl Harbor» cite-ref-rebuilding-america-s-defenes-3-0[3]

La posizione del PNAC sulla presenza militare in Iraq

Il rapporto del 2000 mwtgRicostruire le difese dell'America raccomanda di migliorare la pianificazione e lo spiegamento militare in Iraq per ridurre gli sforzi dovuti all'imposizione della zona interdetta al volo (mwtwno fly zone) e alleggerire le mwuaportaerei. Il gruppo usa il successo degli Stati Uniti nella mwuqguerra del Golfo come esempio del perché il mondo necessita della potenza militare americana. Proseguendo, il rapporto dichiara che "mentre il conflitto irrisolto in Iraq fornisce un'immediata giustificazione (per la presenza militare USA), la necessità di una presenza sostanziale delle forze americane nel Golfo trascende la questione del regime di mwugSaddam Hussein" e "inoltre sul lungo termine, l'mwuwIran può dimostrarsi una grossa minaccia agli interessi USA nel Golfo analogamente all'Iraq. E anche se migliorassero le relazioni USA-Iran, mantenere le forze militari in avanguardia nella regione sarebbe un elemento essenziale nella strategia di sicurezza degli USA, visti gli interessi americani di lunga data in quelle zone".

Il contenuto

Il PNAC ha svolto una funzione piuttosto controversa. Alcuni hanno sollevato obiezioni sul fatto che il progetto fosse volto al dominio economico e militare di terra, mwvgspazio, e mwvwcyberspazio da parte degli mwwaStati Uniti, così da instaurare il predominio americano negli affari globali (mwwqpax americana) per il futuro - da qui il termine "Nuovo Secolo Americano" basato sull'idea che il mwwgXX secolo fosse stato il mwwwsecolo americano.

Il sito ufficiale del PNAC indica chiaramente i "propositi fondamentali" del gruppo:cite-ref-project-for-a-new-american-century-4-0[4]

• "la leadership americana è un bene sia per l'America che per il resto del mondo"
• "questa leadership richiede forza militare, energia diplomatica e affidamento a principi morali"
• "troppo pochi leader politici oggi stanno preparando la leadership globale"

Il PNAC ha anche fatto una "dichiarazione di principi" all'atto della fondazione nel 1997:

mwaaMentre il XX secolo volge al termine, gli Stati Uniti restano la prima potenza mondiale. Avendo condotto l'Occidente alla vittoria nella mwaqguerra fredda, l'America si trova ora di fronte un'opportunità e una sfida: Gli Stati Uniti avranno la capacità di farsi forti delle conquiste dei decenni trascorsi? Gli Stati Uniti avranno la determinazione per formare un nuovo secolo favorevole ai principi e agli interessi americani?

Il PNAC è a favore di "una politica di forza militare e di chiarezza morale" che include:

• Un significativo incremento della spesa militare degli USA.
• Consolidare i legami con gli alleati degli USA e sfidare i regimi ostili agli interessi e ai valori americani
• Promuovere la causa della libertà politica ed economica al di fuori degli USA
• Preservare ed estendere un assetto internazionale favorevole alla sicurezza, alla prosperità e ai principi degli USA.

Controversie

Il PNAC è stato al centro di notevoli critiche e controversie, sia fra membri di sinistra, sia di destra. Critici da entrambe le parti dibattono sulla premessa se la mwcgleadership mondiale statunitense sia desiderabile per il mondo o anche solo per gli Stati Uniti. Le critiche più aspre al PNAC affermano che rappresenti una preoccupante ambiguità l'agenda imperiale di espansionismo e dominio globale delle forze armate USA. I critici delle relazioni internazionali degli USA guardano con risentimento all'azzardata posizione del PNAC per mantenere la situazione di privilegio degli USA come unica superpotenza mondiale, ed anche come mezzo per realizzare il controverso mwcwNuovo ordine mondiale.

I sostenitori del progetto rispondono che gli obiettivi del PNAC non sono fondamentalmente differenti da altre misure conservatrici di mwdwpolitica estera prese in passato. I conservatori sono stati tradizionalmente a favore di un'America militarmente forte e promuovono posizioni aggressive da intraprendere per il paese quando i suoi interessi sono minacciati. La posizione tradizionale dei conservatori americani è però sempre stata pragmatica, e restia a impegnarsi in conflitti controversi e difficili per ragioni ideologiche, le guerre preferite dai conservatori tradizionali erano brevi e volte a raggiungere uno scopo (anche economico) in tempi brevi, come ad esempio la guerra per costringere l'Iraq a ritirarsi dal Kuwait, mentre le guerre propugnate dai neoconservatori sono più ideologiche, di durata incomparabile, e mescolano vantaggi economici ad obbiettivi "idealistici", (come la diffusione del libero mercato e della democrazia) che erano tradizionalmente obiettivi del partito democratico..

Critiche alla posizione sull'Iraq

Nel 1998, a seguito della forte riluttanza irachena a cooperare con le ispezioni dell'mwfaONU per gli ordigni nucleari, i membri del PNAC, compresi mwfqDonald Rumsfeld e mwfgPaul Wolfowitz, scrissero al presidente, mwfwBill Clinton (in carica dal 20 gennaio 1993 al 20 gennaio 2001), spronandolo a rimuovere Saddam Hussein dal potere usando l'influenza diplomatica e politica, e la potenza militare USA. La lettera diceva che Saddam voleva porsi come minaccia agli Stati Uniti, ai suoi alleati nel mwgaMedio Oriente e alle risorse di petrolio nella regione se fosse riuscito a ottenere armi di distruzione di massa. La lettera dichiarava anche "la politica americana non può continuare a essere paralizzata da una mal indirizzata insistenza sull'unanimità nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU". Si argomentava inoltre che una guerra con l'Iraq sarebbe giustificata dallo spregio di mwgqSaddam Hussein per la politica di "contenimento" dell'mwggONU e per la sua persistente minaccia agli interessi degli Stati Uniti.

Molti critici dell'mwhainvasione dell'Iraq guidata dagli USA hanno sostenuto che l'atteggiamento "prepotente" con cui gli USA hanno spinto la comunità internazionale ad appoggiare la guerra in Iraq del 2003, e il fatto che la guerra andò avanti nonostante le riserve di parte di tale comunità, derivi dalla posizione ricoperta da importanti esponenti neo-conservatori nell'amministrazione Bush. Alcuni critici dell'amministrazione Bush considerano la lettera del 1998 al presidente Clinton come una "mwhqpistola fumante"cite-ref-5[5], che mostra che una seconda guerra del Golfo era una conclusione prevista. Questi critici vedono nella lettera una prova delle opinioni di Rumsfeld, Wolfowitz e Perle, cinque anni prima dell'invasione dell'Iraq. Rory Bremner, citando la lettera disse "questo è quello che vogliono e basta - cambio di regime -, non Blair, non l'ONU, non Hans Blix, non Francia, Germania, Russia, Cina, non la minaccia del terrorismo, o le riserve arabe, o la mancanza di prove, o le marce per la pace, nemmeno il nostro coraggioso Jack Straw potranno pararsi sulla loro strada."cite-ref-6[6] George Monbiot, citando la lettera disse "pretendere che questa battaglia inizi e finisca in Iraq richiede una negazione volontaria del contesto in cui si svolge. Questo contesto è un chiaro tentativo da parte della superpotenza di modellare il mondo su di sé."cite-ref-7[7]

Alcuni sostenitori della guerra sostengono che non fu una conclusione prevista, a meno che non si assuma che Saddam Hussein avrebbe continuato nella sua intransigenza e che Francia, Russia, Germania e Cina avrebbero continuato a bloccare l'unanimità al consiglio di sicurezza dell'ONU. Essi rilevano che l'opposizione nel consiglio di sicurezza ONU incoraggiò Saddam nella sua convinzione che tattiche attendiste avrebbero funzionato e che le sanzioni sarebbero infine state tolte. Nel 2003, gli USA guidarono un'invasione dell'Iraq, nonostante non fossero riusciti a ottenere una seconda risoluzione del consiglio di sicurezza dell'ONU su tale questione.

L'amministrazione Bush

Dopo l'elezione del mwlq2000 di mwlgGeorge W. Bush, molti membri del PNAC vennero nominati in posti chiave all'interno della nuova amministrazione presidenziale:

Altri membri

• Gary Bauer, ex candidato presidenziale, presidente dell'organizzazione American Values
• mwarmWilliam J. Bennett, ex segretario dell'educazione e direttore dell'Ente nazionale per il controllo della droga, cofondatore di Empower America, autore del Book of Virtues
• Ellen Bork, vice direttrice del PNAC, e moglie del mancato candidato di mwarcReagan alla Corte Suprema, mwargRobert Bork
• Rudy Boschwitz
• mwarwJeb Bush, governatore della mwar0Florida (fratello di George W. Bush), candidato alle primare delle elezioni presidenziali del 2016 per il Partito Repubblicano
• R. James Woolsey, ex direttore della mwasaCIA per mwaseBill Clinton, vicepresidente alla Booz Allen & Hamilton
• Eliot A. Cohen, professore di studi strategici alla mwasyJohns Hopkins University
• Thomas Donnelly, direttore delle comunicazioni della mwaskLockheed Martin
• mwassSteve Forbes, multi-miliardario, editore di mwaswForbes Magazine, ex candidato alla presidenza
• Aaron Friedberg, direttore del Centro di Studi Internazionali
• Frank Gaffney, editorialista, fondatore del Center for Security Policy
• Reuel Marc Gerecht, direttore della Middle East Initiative
• Fred Ikle, Centro di Studi Strategici e Internazionali
• mwatoDonald Kagan, professore di mwatsstoria greca alla mwatwYale University, editorialista conservatore con vari legami col mwat0Dipartimento di Stato
• mwat8Jeane Kirkpatrick, ex ambasciatore statunitense
• mwaueCharles Krauthammer, giornalista e psichiatra
• mwaumWilliam Kristol, fondatore e presidente del PNAC, editorialista del mwauqWeekly Standard
• Christopher Maletz
• Daniel McKivergan
• Richard Perle, fondatore del PNAC, strettamente legato alla destra mwausisraeliana, ex membro della Defense Policy Board
• mwaveDan Quayle, ex vice presidente degli USA
• Stephen Rosen, professore di sicurezza nazionale e affari militari alla mwavqHarvard University
• Henry Rowen, ex presidente della mwavcRand Corporation
• Gary Schmitt
• Vin Weber, ex parlamentare, lobbysta, vice presidente di Empower America
• mwav4George Weigel, commentatore politico

Note

cite-note-11. mwawumwawymwawcMedia Matters Action Network, su mwawgmediatransparency.org. mwawkURL consultato il 21 settembre 2005 mwawo(archiviato dall'mwawsurl originale il 25 aprile 2006).
cite-note-22. mwaw8mwaxaUn Nuovo Secolo Americano? L'Iraq e le guerre sconosciute euro-dollaro da resistenze.org, di F. William Engdahl 31 dicembre 2004
cite-note-rebuilding-america-s-defenes-33. mwaxqmwaxumwaxyRebuilding America's Defenses, su mwaxcarchive.org. mwaxgURL consultato il 14 giugno 2021.
cite-note-project-for-a-new-american-century-44. mwaxwmwax0mwax4Project for a New American Century, su mwax8newamericancentury.org. mwayaURL consultato il 21 marzo 2023 mwaye(archiviato dall'mwayiurl originale il 13 gennaio 2019).
cite-note-55. mwayymwaycmwaygHouse of Commons Hansard Debates for 12 Mar 2003 (pt 3), su mwaykpublications.parliament.uk.
cite-note-66. mway0mway4mway8Copia archiviata (mwazamwazeDOC), su mwazichannel4.com. mwazmURL consultato il 21 settembre 2005 mwazq(archiviato dall'mwazuurl originale il 21 settembre 2005).
cite-note-77. mwazkmwazomwazsMonbiot.commwazw » A Wilful Blindness, su mwaz0monbiot.com.

Voci correlate


Collegamenti esterni

• mwaau(EN) mwaayBBC.co.uk (file video ram) - Tom Donnelly del Project for New American Century, sostiene la guerra in Iraq (settembre 2002)
• mwaak(EN) mwaaoNewAmericanCentury.org - Sito web del PNAC
• mwaaw(EN) mwaa0NewAmericanCentury.org (pdf) mwaa4Archiviato il 19 ottobre 2013 in Internet Archive. - 'Rebuilding America's Defenses: Strategies, Forces and Resources for a New Century' (settembre 2000)
• mwabe(EN) mwabiNewAmericanCentury.org - Lettera aperta del PNAC al presidente Bill Clinton (16 gennaio 1998)
• mwabq(EN) mwabuNPR.org - Intervista di NPR col presidente del PNAC mwabyWilliam Kristol (audio, 1º aprile 2003)
• mwabg(EN) mwabkNPR.org - 'An American Empire?' (audio intervista, 10 settembre 2001)
• mwabs(EN) mwabwNPR.org - 'The U.S. As an Empire, Revisited' (audio intervista, 10 settembre 2002)
• mwab4(EN) mwab8SourceWatch.org - Pagina sul PNAC su Sourcewatch (un progetto wiki del Center for Media and Democracy)
• mwaci(EN) mwacmBBC.co.uk - 'Analysis: Power Americana: The US appears to be heading to war with Iraq whatever happens, with implications for the future conduct of American foreign policy', Paul Reynolds, Corrispondente del BBC News Online world affairs (2 marzo 2003)
• mwacu(EN) mwacyChannel4.com (file video ram) mwaccArchiviato il 21 settembre 2005 in Internet Archive. - mwackRory Bremner (sostiene che la decisione di invadere l'Iraq venne presa nel 1998 dai membri del PNAC)
• mwacs(EN) mwacwGuardian.co.uk - 'Could Tony Blair look at the internet now, please? Why is the British Prime Minister the only person who seems to be unaware of the US hawks' agenda', mwac0Terry Jones (2 marzo 2003)
• mwac8(EN) mwadaGuardian.co.uk - 'Why look in the crystal ball?' Terry Jones (4 maggio 2003)
• mwadi(EN) mwadmOpEdNews.com - Informazioni e fonti sul PNA (i membri e le loro lettere)
• mwadu(EN) mwadyPBS.org - 'Frontline: the war behind closed doors: analyses, mwadcPBS
• mwadk(EN) mwadoPNAC.info - 'Exposing the Project for the New American Century: An effort to investigate, analyze, and expose the Project for the New American Century, and its plan'
• mwadw(EN) mwad0TruthOut.org - 'New York, you've been used', William Rivers Pitt, (domande al PNAC)
• mwaea(EN) mwaeeWSWS.org - 'Meacher: terrorism a pretext for conquest: British official charges US "stood down" on 9/11', Bill Vann (8 settembre 2003) sostiene che la decisione di invadere l'Iraq venne presa nel 1998 dai membri del PNAC (interpretazione di Michael Meacher, ex ministro di gabinetto di mwaemTony Blair)